Un piccolo sostegno alla piccola economia nel periodo di Covid-19


Confcommercio ha presentato il dato più allarmante: una differenza negativa di 300.000 esercenti nel 2020. Come possiamo sostenere la piccola economia in questo periodo di grande difficoltà (per tutti)?
Avete presente quando, da piccoli, ci insegnano che “alla fine, contano i fatti. Le parole stanno a zero”? È un modo per insegnarci ad agire, a fare le cose e a portare risultati.
Ebbene, in un momento come quello che stiamo vivendo, come possiamo tradurre questo vecchio insegnamento? Quali sono i fatti concreti che possiamo mettere in atto per aiutare noi stessi, la nostra economia, il Paese, ad uscire dalla crisi?
Il primo pensiero va a coloro che, nel corso del 2020, hanno chiuso la propria attività commerciale perché, molto spesso, non hanno “cuscinetti” di salvaguardia, ammortizzatori, patrimoni personali e tutele da utilizzare nei momenti di difficoltà. E questo è uno di quei momenti. Tra zone colorate, lockdown, totale assenza di turismo, il Normal Trade è quello che sta patendo maggiormente la crisi economica. Di pari passo il settore dell'Ho.Re.Ca. che patisce le stesse situazioni, accentuate da costi di struttura e del personale normalmente superiori.
Il secondo pensiero va a tutti i fornitori che lavorano con questi settori. Per ovvie ragioni mi concentro sugli studi professionali che hanno, tra i propri clienti, molti esercenti. A livello nazionale gli studi fiscali e lavoro (circa 150.000 in tutta Italia), sono i principali fornitori di consulenza amministrativa e fiscale per i settori del dettaglio e dell'Ho.Re.Ca. Un delta negativo di oltre 300.000 esercenti significa che mediamente, ogni studio professionale ha perso 2 clienti. È la classica “media del pollo di Trilussa” ma è significativa per comprendere quanto la crisi incida anche su molti settori che l'opinione pubblica fatica a vedere, compreso quello degli studi professionali.
Il terzo pensiero va alle multinazionali dell'e-commerce, una in particolare, che prima di Natale, con una campagna mediatica, ha ricordato che molte piccole aziende vendono grazie a loro, in risposta a chi invitava ad acquistare nei negozi tradizionali. I produttori (soprattutto i piccoli) hanno tutto l'interesse a moltiplicare i canali distributivi ma, ormai, quella dei piccoli esercenti diventa una lotta ìmpari tra distributori.
La scomparsa dei piccoli esercenti incide sulla micro-economia locale, sui paesaggi urbani e sulla perdita di personalizzazione dei centri urbani, sugli spazi commerciali al dettaglio che vengono sostituiti con tutto quello che ha a che fare con il “cibo”. Abbiamo scommesso in questi anni sul turismo e sull'enogastronomia. La pandemia ha distrutto anche questo settore.
E allora cosa rimane da fare?
Nel nostro piccolo, per coloro che hanno la possibilità economica di farlo, la soluzione è una sola: diversificare gli acquisti.
Fare la spesa nelle grandi catene GDO, ma lasciare uno spazio economico anche per il delivery/asporto. Acquistare piatti pronti per dare lavoro all'Ho.Re.Ca. locale, magari cambiando fornitore ogni volta.
Non sono poche decine di euro che non vengono spesi in GDO a mandare in crisi le grandi catene. Ma sono un contributo sicuramente apprezzato dai piccoli ristoratori locali.
Ormai l'e-commerce è incontrovertibile ma dedicare una parte dello shopping (abbigliamento, accessori, calzature, prodotti tecnici di ogni tipo, ecc.) anche al dettaglio locale sarebbe un contributo all'economia del territorio.
Certo, sarebbe ancor meglio se i prodotti acquistati, così come quelli enogastronomici, venissero prodotti in Italia. Significherebbe sostenere per intero la filiera del made in Italy. Ma questa è un'altra battaglia che stiamo perseguendo da tempo…



IMPOSTE E TASSE

Iva, bollo e fatture nel Ddl di Bilancio 2021

30/12/2020


Tra le altre novità, il c. 1102 del testo in discussione aggiunge un periodo al c. 3, art. 7, del D.P.R. 542/1999 in materia di registrazione e liquidazione periodica. Precisazioni anche in merito ai controlli per l’assolvimento dell’imposta virtuale su e-fattura che da dopodomani cambiano modalità.