Superbonus negato senza sostituzione dell’impianto di riscaldamento


Per ottenere la detrazione potenziata sugli interventi relativi al condizionamento è necessario che l’immobile sia già dotato di un vecchio impianto di riscaldamento e, fatta eccezione per gli edifici collabenti, sia anche funzionante.
Preliminarmente, è opportuno ricordare che la novellata lett. l-tricies), dell'art. 2, c. 1 D.Lgs. 192/2005, di attuazione Direttiva (UE) n. 2018/844 definisce, come “impianto di riscaldamento”, il complesso di tutti i componenti necessari a un sistema di trattamento dell'aria attraverso il quale la temperatura è controllata e può essere aumentata, con la conseguenza che la nuova definizione estende l'ambito applicativo a stufe, caminetti e apparecchi di riscaldamento localizzato a energia radiante, in aggiunta agli impianti fissi di riscaldamento.
Si aggiunge, ulteriormente, che la sostituzione, a norma di legge, deve avvenire con impianti, anche centralizzati, in presenza di interventi sulle parti a comune, per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe “A di prodotto prevista dal regolamento delegato UE n. 811/2013 della Commissione del 18.02.2013, a pompa di calore.
L'Agenzia delle Entrate, inoltre, anche in relazione alle prime norme agevolative sul risparmio energetico, ha chiarito (risoluzioni nn. 13/E/2019 e 19/E/2020) che “gli edifici interessati dall'agevolazione devono avere determinate caratteristiche tecniche” e, in particolare, “devono essere dotati di impianti di riscaldamento funzionanti, presenti negli ambienti in cui si realizza l'intervento agevolabile”.
Simile indicazione è riscontrabile nelle lett. b) e c) dell'art. 119, c. 1 D.L. 34/2020 rispettivamente per gli interventi sulle parti comuni e sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari inserite all'interno di edifici plurifamiliari, ma funzionalmente indipendenti e con accesso autonomo, giacché viene richiesto che, ai fini della fruibilità del 110%, gli interventi devono riguardare la “sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti”.
La condizione, peraltro, deve essere rispettata con riferimento ai lavori indicati, ma non è necessaria per l'installazione dei collettori solari per la produzione dell'acqua calda, dei generatori alimentati a biomassa e per le schermature solari.
Si aggiunge, come indicato recentemente nella risposta all'interpello 326/2020, che anche un'unità immobiliare, censita in catasto nella categoria “F/2 (unità collabenti), non abitabile e, quindi, non produttiva di reddito, sul quale si intendono realizzare interventi per la riduzione di 2 classi di rischio sismico e per l'efficientamento energetico, con isolamento termico delle pareti, cambio caldaia e impianto di riscaldamento, può beneficiare della detrazione maggiorata. È stata, infatti, confermata, posto il rispetto degli adempimenti e dei requisiti richiesti, la possibilità di utilizzare la detrazione del 110% per le spese sostenute per gli interventi realizzati su unità “collabenti “ (“F/2”), anche se non destinate ad abitazione principale, con possibile utilizzo diretto o usufruendo della possibile opzione per sconto o cessione, se riguardano le spese sostenute nel 2020 e 2021.
Quindi, richiamando anche le altre indicazioni, pur essendo possibile usufruire della detrazione maggiorata del 110% anche in presenza di unità immobiliari collabenti, di fatto ruderi, l'impianto di riscaldamento, sebbene non funzionante, deve essere presente all'interno dell'edificio sul quale si desidera eseguire i lavori di riqualificazione (Agenzia delle Entrate, risposta n. 21/2020); nel caso, al contrario, di installazione ex novo, il contribuente non può accedere alla detrazione sul risparmio energetico.
Infine, è opportuno ricordare che l'Agenzia delle Entrate (circolare n. 24/E/2020) ha precisato che per gli interventi realizzati sulle parti a comune dell'edificio, le spese relative possono essere considerate, ai fini della determinazione dell'ammontare della detrazione, soltanto se riferibili a un edificio residenziale considerato nella sua interezza.



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