Nuovo contributo a fondo perduto: istanza entro il 15.01.2021


Si riassumono condizioni, requisiti e caratteristiche della misura introdotta inizialmente dal Decreto Rilancio (allargata a nuovi soggetti più volte) per aiutare imprese e professionisti colpiti dalle restrizioni messe in atto per contrastare il Covid-19.
I contributi successivi a quello previsto dal Decreto Rilancio sono erogati automaticamente e, ove ciò non avvenisse, può essere ripresentata istanza fino al 15.01.2021.
Anzitutto occorre premettere che i 4 Decreti Ristori (Ristori, Ristori-bis, Ristori-ter, Ristori-quater) sono confluiti, in sede di conversione del primo Decreto Ristori (D.L. 137/2020) in un unico Decreto Ristori, quindi si vanno a riepilogare in ordine cronologico i contributi a fondo perduto disposti.
Il primo contributo a fondo perduto introdotto in esito al Covid-19 è stato disciplinato dall'art. 25 D.L. 34/2020 (Decreto Rilancio), destinato a imprese e professionisti (eccetto i professionisti ordinistici e i professionisti iscritti alla Gestione Separata) con ricavi o compensi 2019 non superiori a 5 milioni di euro. La condizione richiesta era che il fatturato/corrispettivi di aprile 2020 fossero inferiori almeno ai 2/3 di aprile 2019; tale verifica non doveva essere effettuata dai soggetti costituiti dal 1.01.2019 e dai soggetti con domicilio fiscale o sede operativa nei Comuni che già versavano in stato di emergenza per eventi calamitosi, al momento della dichiarazione di emergenza. L'importo minimo riconosciuto era di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per gli altri, con una percentuale da applicare alla variazione di fatturato pari alla differenza tra i 2 mesi di aprile, del 20% con ricavi/compensi non superiori a 400.000 euro nel 2019, 15% tra 400.000 euro e un milione di euro nel 2019, 10% con ricavi/compensi tra uno e 5 milioni di euro nel 2019. Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile Ires/Irpef/Irap, né ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi.
Il Decreto Agosto ha esteso la possibilità di presentare istanza a coloro che hanno il domicilio fiscale in Comuni colpiti da eventi calamitosi (al momento dell'emergenza Covid-19) classificati totalmente montani e che non erano stati inseriti nella lista dei Comuni colpiti da eventi calamitosi di cui alle vecchie istruzioni per l'istanza.
Il Decreto Ristori (D.L. 137/2020, convertito dalla L. 176/2020) ha destinato un ulteriore contributo ai soggetti che hanno subito ulteriori restrizioni introdotte dal DPCM 24.10.2020, con partita Iva attiva al 25.10.2020 e che hanno come attività prevalente uno dei codici ATECO elencati all'Allegato 1 del decreto (tra cui: alberghi, ristoranti, gelaterie, bar, teatri, piscine, palestre) su tutto il territorio nazionale. Il contributo è sempre soggetto alla condizione di cui sopra, ossia fatturato/corrispettivi di aprile 2020 inferiori almeno ai 2/3 di aprile 2019; tuttavia, tale condizione non deve essere verificata soltanto per i soggetti neocostituiti nel 2019. Inoltre, non è più riportato il riferimento ai Comuni in stato di emergenza, come invece nel contributo ex art. 25 D.L. 34/2020. È anche eliminato il riferimento ai 5 milioni di euro come limite dei ricavi/compensi 2019. Il contributo è erogato automaticamente se era stata presentata istanza per l'agevolazione prevista nel Decreto Rilancio (ossia nella maggior parte dei casi) e nella misura pari a una percentuale del precedente contributo (che varia: 100%-150%-200%-400%). In assenza, ove non si fosse presentata domanda, poiché, a titolo esemplificativo, si superavano i 5 milioni di euro, è ora è possibile presentarla fino al 15.01.2021.
Il Decreto Ristori-bis (D.L. 149/2020, confluito nell'art. 1, c. 14 e ss e nell'art. 1-bis dell'“accorpato” Decreto Ristori) ha ulteriormente ampliato la platea dei beneficiari, introducendo fra gli interessati dalle ulteriori misure restrittive del DPCM 3.11.2020 coloro che hanno come attività prevalente, al 25.10.2020, una di quelle individuate all'Allegato 2 del decreto, ma soltanto se aventi domicilio fiscale/sede operativa nelle zone rosse, con un aumento del 50% rispetto alla percentuale prevista dal Decreto Ristori per i bar, gelaterie, ristoranti, alberghi sia in zona arancione che rossa. Anche in questo caso valgono le condizioni suddette di fatturato, ad eccezione per le NewCo 2019 e senza il limite massimo di 5 milioni di euro. Il contributo è erogato automaticamente se era stata presentata istanza per l'agevolazione di cui al Decreto Rilancio (ossia nella maggior parte dei casi) e nella misura pari a una percentuale del precedente contributo (200% del precedente), mentre nel caso non si fosse presentata domanda, è possibile farlo fino al 15.01.2021.
Il Decreto Ristori-ter (D.L. 154/2020, confluito nell'Allegato 2 dell'accorpato Decreto Ristori) ha introdotto un codice ATECO all'elenco di cui all'Allegato 2 del Decreto Ristori-bis, ossia (se in zona rossa) il 47.72.10 – Commercio al dettaglio di calzature e accessori.
Il Decreto Ristori-quater (D.L. 157/2020, confluito nell'art. 1-ter dell'accorpato Decreto Ristori) aggiunge, agli spettanti il contributo ai sensi del Decreto Ristori, ossia con sede in tutto il territorio nazionale, molti dei codici ATECO degli agenti e rappresentanti (contributo pari al 100%, ossia lo stesso ricevuto con il Decreto Rilancio).



IMPOSTE E TASSE

Iva, bollo e fatture nel Ddl di Bilancio 2021

30/12/2020


Tra le altre novità, il c. 1102 del testo in discussione aggiunge un periodo al c. 3, art. 7, del D.P.R. 542/1999 in materia di registrazione e liquidazione periodica. Precisazioni anche in merito ai controlli per l’assolvimento dell’imposta virtuale su e-fattura che da dopodomani cambiano modalità.