Lotta senza quartiere agli aiuti Covid indebitamente percepiti


L’Agenzia delle Entrate ha mostrato la via per l’attività di controllo del prossimo periodo.
L'attività di contrasto dell'Agenzia delle Entrate si concentrerà nei confronti dei soggetti che, in questo periodo emergenziale, hanno giocato sporco approfittando delle agevolazioni disposte dal legislatore quali, in particolare, i contributi a fondo perduto e i c.d. ristori. Ma le attenzioni del Fisco si rivolgeranno anche ai crediti d'imposta per la ricerca e sviluppo e più in generale sull'utilizzo di crediti d'imposta inesistenti.
Questo specifico filone di attività è considerato prioritario dalla circolare 7.05.2021, n. 4/E, nella quale sono indicati gli indirizzi operativi e le linee guida sulla prevenzione e contrasto all'evasione fiscale, nonché sulle attività relative al contenzioso tributario, alla consulenza e ai servizi ai contribuenti.

Per quanto riguarda i contributi a fondo perduto, nella liquidazione ed erogazione dei quali l'Agenzia delle Entrate è stata coinvolta in pima persona, la circolare in commento individua le tipologie di controlli da effettuare nei confronti dei beneficiari.
Punto di partenza dei controlli saranno i possibili indicatori di rischio che verranno utilizzati per la formazione di apposite liste selettive di contribuenti da sottoporre a verifica. Attraverso tali liste selettive e le dettagliate istruzioni operative ai fini dei possibili recuperi nelle stesse indicate, le Direzioni regionali competenti procederanno alle verifiche sul campo.
Tra i possibili fattori di rischio che porteranno all'iscrizione dei contribuenti nelle suddette liste, troviamo vari elementi tra i quali:

  • condizioni di accesso in termini di ricavi dichiarati dai contribuenti;
  • corretta indicazione della percentuale del contributo spettante in funzione della dimensione del richiedente;
  • congruità dell'ammontare delle operazioni effettuate nel corso del 2019 e del 2020;
  • ricorrenza dei firmatari;
  • presenza di eventuali indici di frode fiscale.

Anche per quanto riguarda il credito d'imposta per la ricerca e sviluppo nella circolare in commento sono evidenziati diversi indicatori di rischio che lasciano intravedere possibili utilizzi indebiti. Fra questi merita particolare attenzione un passaggio della circolare nella quale si richiama il fatto che alcune delle imprese beneficiarie di tale credito d'imposta risultano essere assistite da soggetti che svolgono attività di consulenza sulle diverse misure agevolative e che appaiono specializzate nella costruzione di documentazione solo formalmente corretta, al fine di dimostrare la spettanza del credito.
Ma oltre a ciò l'Agenzia delle Entrate mette in evidenza anche il fatto che sono state riscontrate posizioni incoerenti rispetto ai presupposti oggettivi e soggettivi della misura agevolativa. Sono state cioè riscontrate situazioni oggettive per le quali le attività di ricerca e sviluppo, specie quella interna, risultano poco compatibili sia con la tipologia di attività svolta dalle società beneficiarie, sia con la loro struttura organizzativa.
Tali indicatori di rischio verranno utilizzati, anche in questo caso, per la formazione di apposite liste selettive che la direzione centrale invierà alle direzioni regionali e territoriali di competenza.

Lotta senza quartiere, dunque, a tali condotte, connotate da alto disvalore sociale a danno della collettività. In tale attività di contrasto l'Agenzia delle Entrate non sarà sola, potendo infatti contare sia sulla Guardia di Finanza, sia sui funzionari dei singoli ministeri direttamente interessati alle singole agevolazioni concesse.

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