L’indice DSCR: cos’è e perché è utilizzato per rilevare la crisi dell’impresa

Per individuare preventivamente una crisi dell’impresa è oggi di comune adozione e utilizzo l’indice finanziario (soprattutto prospettico) denominato DSCR ovvero Debt Service Coverage Ratio. Tale indice è di fondamentale importanza anzitutto per le imprese, nell’ottica in particolar modo del nuovo Codice della Crisi, ma anche per il sistema bancario per la puntuale verifica della sostenibilità del debito delle aziende finanziate ovvero la puntuale verifica del cosiddetto “servizio del debito”.

Negli ultimi anni l’attenzione si è infatti spostata da una più tradizionale analisi del bilancio d’esercizio di tipo reddituale e patrimoniale a una incentrata sulla capacità dell’impresa di generare (o assorbire) risorse finanziarie nel tempo; il focus quindi oggi è sui flussi finanziari.

Infatti se l’impresa vanta assets difficili da trasformare in liquidità (ad esempio beni immobili) ciò non rende necessariamente che essa possa considerarsi solvibile e in grado di fronteggiare puntualmente gli impegni finanziari assunti nei confronti di terzi, soprattutto quelli verso le banche.

Inoltre anche una buona e positiva situazione reddituale non esclude a priori il manifestarsi di difficoltà o tensioni finanziarie legate al ciclo monetario (ritardi negli incassi e nei pagamenti).

Il nuovo Codice della Crisi d’Impresa prevede in tal senso l’uso di un set di indici di allerta in grado di individuare precocemente le crisi d’impresa e tra essi il DSCR, un indicatore che non si limita a quantificare in modo statico il debito finanziario (rapportandolo quindi ad esempio al patrimonio netto e calcolandone la leva) ma che valuta dinamicamente (soprattutto in ottica forward looking) la capacità di rimborso del suddetto debito da parte dell’azienda e, conseguentemente, la sostenibilità di esso in relazione ai flussi finanziari.

Il DSCR rappresenta quindi il servizio del debito ovvero l’ammontare di liquidità utile a rimborsare i finanziamenti.

La formula tradizionale di calcolo del DSCR è:

CASH FLOW OPERATIVO-TAX/FLUSSO FINANZIARIO A SERVIZIO DEL DEBITO

Ove per “Cash flow operativo–tax” si intende il flusso di cassa prodotto dalla gestione caratteristica, al netto del flusso relativo al pagamento delle imposte sul reddito d’esercizio, e per “flusso finanziario a servizio del debito” si intende il flusso finanziario per il pagamento degli interessi passivi nonché della quota capitale dei finanziamenti nel periodo considerato.

Questo indicatore è ampiamente utilizzato dal sistema finanziario che lo considera strumento essenziale per determinare il merito di credito di una impresa ovvero la sua bancabilità.

In sintesi, si può affermare che il DSCR verifica quanto il flusso finanziario generato sia in grado di coprire il servizio del debito.

L’indicatore deve essere superiore a 1; quanto più è elevato, quanto più l’impresa è da ritenersi solida e quindi in grado di rispettare i propri impegni di rimborso del debito.

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Fonte: Acris

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