Le agevolazioni delle Associazioni di Promozione Sociale – APS

Vengono considerate Associazioni di Promozione Sociale “le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni costituiti al fine di svolgere attivita’ di utilita’ sociale a favore di associati o di terzi, senza finalita’ di lucro e nel pieno rispetto della liberta’ e dignita’ degli associati”, come sancito dall’art. 2, comma 1 della legge n. 383 del 7 dicembre 2000 denominata “Disciplina delle associazioni di promozione sociale”.

Un’ APS per godere delle agevolazioni necessita dell’iscrizione all’interno Registro Nazionale delle APS, o nei diversi registri regionali e/o provinciali è condizione necessaria per stipulare Convenzioni con Enti Pubblici e per usufruire dei benefici previsti dalla Legge 383/2000 e dalle leggi regionali e provinciali.

Le Associazioni di Promozione Sociale, se iscritte, possono:

  • ricevere contributi dallo Stato, dalle regioni, dagli enti locali o da altri enti o istituzioni pubbliche, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi (i cosiddetti ‘finanziamenti per progetti’) realizzati nell’ambito dei fini statutari nonché contributi;
  • stipulare convenzioni con gli enti pubblici (es.Comune, Provincia, ecc) per lo svolgimento delle attività previste dallo statuto verso terzi. Le associazioni devono essere iscritte da almeno sei mesi nel registro delle APS e devono stipulare la polizza assicurativa a copertura dei propri aderenti (art. 30);
  • accedere ai finanziamenti del Fondo Sociale Europeo per progetti finalizzati al raggiungimento degli obiettivi istituzionali (art. 28);
  • usufruire di alcune agevolazioni previste per le cooperative per l’ammissione al credito agevolato, limitatamente ai progetti per i quali sono operanti convenzioni con enti pubblici (art. 24);
  • ottenere la riduzione di tributi di competenza degli enti locali, se deliberato (art. 23);
  • avere diritto di accesso ai documenti amministrativi (art. 26);
  • ottenere, da parte delle amministrazioni statali, regionali, provinciali e comunali, l’utilizzo di beni mobili ed immobili, a titolo non oneroso in caso di manifestazioni temporanee (art. 31), o incomodato per lo svolgimento delle loro attività istituzionali (art. 32);
  • essere autorizzate temporaneamente (in occasione di particolari eventi o manifestazioni) alla somministrazione di bevande ed alimenti ed all’esercizio di attività turistiche e ricettive, ma solo per i propri associati e loro familiari conviventi (art. 31);
  • equiparare, ai fini fiscali, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese ai familiari conviventi degli associati, a quelle rese agli associati (art. 20);
  • ottenere flessibilità dell’orario di lavoro o delle turnazioni per i propri lavoratori (art. 19);
  • far ottenere la detrazione/deduzione dalle imposte sui redditi di parte delle erogazioni liberali effettuate a loro favore (art. 22).

Inoltre, ai sensi dell’art. 148 TUIR, per le APS Nazionali e per le associazioni ad esse affiliate, non sono attività commerciali:

  • la somministrazione di alimenti e bevande a soci/tesserati, effettuata da bar ed esercizi similari presso le sedi in cui viene svolta l’attività istituzionale;
  • l’organizzazione di viaggi e soggiorni strettamente complementari all’attività istituzionale (tale attività è de-commercializzata ai fini IRES, ma è considerata commerciale ai fini IVA).

Per iscriversi al registro, le associazioni interessate devono inviare la domanda mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, comprensiva della documentazione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La documentazione deve comprendere:

  • l’atto costitutivo dell’associazione (in originale o copia conforme all’originale), con indicazione della sede legale dell’associazione; dalla data di registrazione si dovrà evincere l’operatività da almeno 1 anno;
  • lo statuto dell’associazione (in originale o copia conforme all’originale), che deve espressamente contenere quanto previsto dall’art. 3 della Legge n. 383 del 2000;
  • la dichiarazione dell’ambito di diffusione territoriale dell’associazione, che comprovi la presenza delle attività dell’associazione in almeno 5 regioni e 20 province del territorio nazionale. Attenzione: saranno prese in considerazione le sole sedi operative, definite come sedi accessibili a tutti gli utenti e ben individuabili all’esterno (ad es, mediante una targhetta identificativa posta all’ingresso), con una struttura di ufficio organizzata (ad es. con tavoli, sedie, computer, linee telefoniche attive, ecc.) la cui effettiva operatività possa essere comprovata da utenze intestate all’associazione medesima;
  • l’indicazione del nome del legale rappresentante dell’associazione e, eventualmente, dei nominativi di altre persone che ricoprono ruoli di rappresentanza istituzionale;
  • la descrizione del modello organizzativo dell’associazione, con indicazione dei livelli di responsabilità degli organismi nazionali e di quelli delle eventuali articolazioni periferiche;
  • l’indicazione del numero totale degli associati e dei mezzi di informazione e comunicazione che ne permettono la partecipazione;
  • l’indicazione dei principali ambiti di svolgimento delle attività e delle iniziative dell’associazione con enfasi su quelle più significative realizzate;
  • l’ultimo bilancio approvato con relazione contabile.

Fonte: Redazione TFDC

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