La nuova Isee ai blocchi di partenza

È stata fissata all’8 febbraio la data di partenza per l’operatività del nuovo ISEE, lo strumento che misura la situazione economica della famiglia ed è finalizzato alla richiesta di servizi, prestazioni sociali e sociosanitarie (asili nido, borse di studio universitarie, assistenza per disabili, ecc.) ma gli enti eroganti avranno tempo fino all’8 giugno per uniformarsi allo stesso.

Il rinnovamento e lo snellimento burocratico di tale strumento, sono stati realizzati per garantire l’equità nel riconoscimento delle prestazioni, mentre la nuova serie di controlli previsti permetterà di individuare i “falsi poveri”. In buona sostanza l’erogazione delle prestazioni avverra’ solo in favore dei soggetti effettivamente bisognosi.

La nuova conformazione dell’Isee prevede un minor numero di informazioni autodichiarate dal contribuente, e l’implementazione di un sistema di controllo e di scambio di dati tra le amministrazioni (Inps, Agenzia delle entrate e anagrafe tributaria). Ciò consentirà all’Inps ed ai vari Enti che erogano le prestazioni, di verificare la veridicità di quanto dichiarato e conseguentemente di valutare l’effettivo grado di necessità dei cittadini richiedenti.

Nel nuovo ISEE vengono considerate tutte le forme di reddito, anche quelle fiscalmente esenti (come ad esempio i sussidi riconosciuti dalla Pubblica Amministrazione, gli assegni familiari, le pensioni di invalidità). Rimangono invece esclusi gli assegni di mantenimento, le deduzioni forfettarie per redditi da lavoro dipendente o pensioni, i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, il costo dell’abitazione e infine le spese effettuate da persone con disabilità o non autosufficienti. L’ISEE attuale fa riferimento al reddito derivante dall’ultima dichiarazione dei redditi (riferito all’anno precedente), e quindi potrebbe non tener conto dei cambiamenti causati dalla crisi economica: per ovviare a questa anomalia, attraverso il nuovo dichiarativo il contribuente potrà richiedere l’ISEE corrente, riferito a un periodo temporalmente più recente, che contempli la possibilità di certificare l’eventuale perdita del lavoro o il momentaneo abbassamento del reddito familiare, mantenendo quindi la possibilità di accedere alle agevolazioni.

A seconda, poi, del tipo di prestazione richiesta dal contribuente, tre saranno le macrocategorie di prestazione corrispondenti a tre differenti ISEE: quello per prestazioni sociosanitarie, quello per minorenni figli di genitori non conviventi e quello per il diritto allo studio universitario.

La dichiarazione potrà essere presentata all’Inps, ai Comuni, ai Caf o inoltrata direttamente all’ente erogatore della prestazione: il CAF Tutela Fiscale del Contribuente propone, tra i suoi servizi, la consulenza per la compilazione dell’ISEE, al fine di una maggior consapevolezza da parte del contribuente e di tutti i soggetti che possono necessitare di tale strumento.