Invio contestuale degli avvisi e della proposta di definizione


Chi non riceve la proposta di definizione degli avvisi bonari ma direttamente la cartella, deve impugnarla entro 60 giorni per poter usufruire dei vantaggi previsti dalla sanatoria di cui all’art. 5, D.L. 41/2021.
Il D.L. 41/2021, all'art. 5, in considerazione dei gravi effetti economici causati dal Covid-19 e al fine di sostenere le partite Iva in difficoltà, ha previsto la definizione agevolata delle somme dovute in seguito al controllo automatizzato delle dichiarazioni ai sensi degli artt. 36-bis D.P.R. 600/1973 e 54-bis D.P.R. 633/1972. Si tratta per l'appunto degli avvisi bonari dell'Agenzia delle Entrate e, guardando alle novità contenute nel Decreto Sostegni, riguarda:
• avvisi elaborati entro il 31.12.2020 e non inviati per effetto della sospensione delle attività di riscossione, con riferimento alle dichiarazioni relative al periodo d'imposta in corso al 31.12.2017;
• comunicazioni elaborate entro il 31.12.2021 con riferimento alle dichiarazioni relative al periodo d'imposta in corso al 31.12.2018.
La pace fiscale degli avvisi bonari è rivolta ai soggetti con partita Iva attiva alla data di entrata in vigore del Decreto Sostegni (23.03.2021) e nel caso di riduzione maggiore del 33% del volume d'affari del 2020 rispetto al 2019. Le proposte di definizione degli avvisi bonari saranno inviate dall'Agenzia delle Entrate unitamente alle ordinarie comunicazioni di irregolarità. L'importo da pagare, senza sanzioni e somme aggiuntive, sarà pari al debito originario, da saldare entro i termini ordinari previsti per il pagamento di somme dovute a seguito di controlli automatizzati.
Chi non salda l'intero debito nei termini perde il diritto alla rottamazione e dovrà quindi pagare anche sanzioni e interessi (ed eventuali somme già versate non saranno né rimborsate né utilizzate in compensazione). Se il contribuente non riceve le proposte e ritiene di averne diritto, dovrà impugnare la comunicazione di irregolarità o la cartella di pagamento, equiparandola a un implicito diniego di definizione agevolata. Il pagamento delle somme dovute deve avvenire con le medesime regole di dilazione degli avvisi bonari ordinari. La sanatoria non si perfeziona se non si pagano tutti gli importi dovuti alle scadenze stabilite.
Il contribuente sarà dunque raggiunto da 2 comunicazioni dell'Agenzia delle Entrate, delle quali una conterrà la liquidazione ordinaria delle somme dovute in base agli avvisi bonari, l'altra sarà il prospetto di pagamento della sanatoria. Nel caso in cui il destinatario non ricevesse il prospetto della definizione agevolata, come è opportuno agire? La Corte di Cassazione, con sentenza n. 7076/2020, ha affermato che in caso di omesso pagamento di imposte dichiarate, il Fisco non è tenuto a trasmettere la comunicazione di irregolarità in quanto non vi sono dubbi sulla pretesa. Ne deriva che il contribuente potrebbe non ricevere mai l'avviso preventivo ma direttamente la cartella di pagamento. In questo caso può impugnare la cartella di pagamento: se non lo fa nell'arco dei 60 giorni, il diniego si consolida e il contribuente non potrà più far valere il suo diritto alla definizione.
In caso di omissione o ritardo nel pagamento di una delle rate del condono, i benefici vengono meno ma è possibile mantenere la sanzione ridotta degli avvisi bonari. Infatti, il soggetto passivo che versa in ritardo una rata ma lo fa entro la scadenza successiva può mantenere il beneficio delle sanzioni ridotte.

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