Indebita percezione del fondo perduto


Aspetti sanzionatori alla luce delle disposizioni di prassi e casi in cui è possibile invocare a proprio discarico un’obiettiva incertezza della norma.
Le sanzioni non sono irrogate quando “la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sull’applicazione della norma tributaria". Proprio su questo principio si basa la risposta all’interpello dell’Agenzia delle Entrate pubblicata lo scorso 8.09.2021: in caso di indebita percezione del contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Sostegni (art. 1 D.L. 41/2021), qualora l’erronea percezione avvenga per un errore generato da carenza normativa, la restituzione del maggior importo avviene in applicazione dell'art. 10 dello statuto del contribuente; l'istante può restituire il solo contributo, comprensivo degli interessi, senza che siano dovute sanzioni.

Nel caso in commento, l'errore commesso dall'istante, che ha causato l'indebita percezione del contributo a fondo perduto, è quello di aver inserito nel calcolo del fatturato medio mensile il valore di un bene immobile estromesso e assegnato a sé stesso. I chiarimenti per il caso in oggetto sono nella circolare 14.05.2021, n. 5/E. L’Agenzia delle Entrate chiariva che il valore derivante dall'estromissione dell'immobile strumentale dai beni dell'impresa, seppure incluso nel campo di applicazione ai fini Iva, non è riconducibile alla nozione di fatturato di cui all'art. 1, c. 4, del Decreto Sostegni, pertanto, non deve essere incluso dal calcolo del fatturato del 2019. I chiarimenti, però, sono stati resi noti dopo l'erogazione del contributo. L'istante, intenzionato a restituire quanto indebitamente percepito comprensivo degli interessi, propone istanza di interpello chiedendo se siano dovute anche le sanzioni previste dalla norma in caso di indebita percezione del contributo.

La risposta all'interpello ha chiarito che le sanzioni sono applicate qualora il contributo sia in tutto o in parte non spettante, anche a seguito del mancato superamento della verifica antimafia. In tal caso, l'Agenzia delle Entrate recupera il contributo irrogando le sanzioni ex art. 13, c. 5, D. Lgs. 18.12.1997, n. 471, e applicando gli interessi dovuti. Per tale violazione è esclusa la possibilità della definizione agevolata. Nel medesimo caso, si applica inoltre la pena prevista dall’art. 316-ter del Codice penale in materia di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato:

  • reclusione da 6 mesi a 3 anni;
  • nel caso di contributo erogato di importo inferiore a 4.000 euro, sanzione amministrativa da 5.164 euro a 25.822 euro, con un massimo di 3 volte il contributo indebitamente percepito.

Inoltre, si specifica che, in applicazione della circolare n. 25/E/2020, le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria. Pertanto, nel caso in questione non saranno dovute le sanzioni, in quanto il contribuente ha percepito il contributo prima della pubblicazione dei chiarimenti contenuti nella circolare n. 22/E/2020. In conclusione, quando l'errore è conseguenza di una carenza normativa, la percezione del contributo a fondo perduto può essere sanata in applicazione dell’art. 10 dello Statuto del contribuente, restituendo il contributo comprensivo degli interessi, senza che siano dovute sanzioni.

Continua a leggere: attiva 3 notizie gratuite, le riceverai via e-mail


Oppure Abbonati e ricevi tutte le notizie di Ratio QuotidianoAbbonati