Eredità, quali sono i debiti non trasmissibili agli eredi


Soluzioni possibili per non pagare i debiti del defunto.
La perdita di una persona cara, come ben sappiamo, è un momento di dolore e molto difficile da superare. Se si è eredi, le cose potrebbero complicarsi, in presenza di situazioni debitorie del defunto, sorte quando era in vita. Di regola, gli eredi acquistano sia i crediti, sia i debiti del de cuius, in proporzione alla quota ereditaria, mentre i legatari, cioè le persone che ottengono uno o più beni specifici del patrimonio, non acquistano debiti.

Per evitare di ereditare i debiti del defunto occorre rinunciare all'eredità, davanti a un notaio o al Cancelliere del Tribunale di competenza, entro 3 mesi dal decesso della persona, se si è in possesso dei beni, oppure entro 10 anni, in caso di non possesso.
L'atto di rinuncia deve essere sicuramente fatto prima della divisione dell'eredità, che comporta la tacita accettazione della stessa. Rinunciando all'eredità, ci si lascia alle spalle debiti e crediti e non si corre il rischio che eventuali creditori possano avanzare richieste di pagamento nei confronti dell'erede, ai sensi dell'art. 519 C.C.

Tuttavia, non sempre la rinuncia all'eredità è la soluzione più opportuna; anche qualora lo fosse, non sempre è praticabile poiché essa è totale, nel senso che non è possibile rinunciare ad una parte del patrimonio, ad esempio, un'azienda, e trattenerne un'altra parte, come l'abitazione.
Al riguardo, si evidenzia che, in caso di rinuncia all'eredità e nel patrimonio del defunto vi sia la casa che era destinata ad abitazione dei coniugi, pur rinunciando, il coniuge superstite conserva il diritto di uso e abitazione, che non è trasferibile, non consente di affittarla, non si trasmette agli eredi, è personale e, quindi, non si trasmette ai figli. Con questi limiti, almeno rimane un diritto sulla casa.

Fatta la rinuncia, il diritto ad accettare l'eredità si trasmette ad ulteriori discendenti, qualora ve ne siano. Ad esempio, qualora l'erede abbia un figlio minore, nel caso in cui l'erede rinunci all'eredità, il figlio minore diverrebbe, a sua volta, il chiamato all'eredità e per un minore, lo strumento più idoneo non è la rinuncia, ma l'accettazione con beneficio d'inventario. In ogni caso, tale possibilità, è da prendere in considerazione anche da parte degli eredi maggiorenni.

Con l'accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario è consentito separare la responsabilità del patrimonio dell'erede, nei confronti dei creditori del patrimonio della persona deceduta. I debiti del defunto verranno pagati soltanto con il patrimonio della persona deceduta e nel limite del suo valore.
Anche in questo caso, per l'erede in possesso dei beni ereditari, il termine è di 3 mesi, per la redazione dell'inventario e la dichiarazione di accettazione. Tale termine può essere prorogato da parte del Tribunale di ulteriori 3 mesi.
Terminato l'inventario, l'erede, con l'assistenza del Notaio, procede allo stato di graduazione dei creditori e, se non vi sono opposizioni, liquida le pendenze nei limiti del patrimonio ereditario. La procedura non è né snella, né semplice; tuttavia l'erede, in questo modo, non subirà aggressioni al suo patrimonio personale.

Di fronte ad una situazione complicata e/o disastrosa, si apre comunque uno spiraglio, poiché esistono debiti e diritti che non cadono in successione.

Per quanto riguarda le sanzioni, occorre evidenziare che, in caso di mancato pagamento dei tributi da parte del defunto, essi gravano interamente sugli eredi, i quali potranno ottenere soltanto lo scorporo delle somme richieste a titolo di sanzione, mentre la parte capitale dovrà essere interamente corrisposta all'Erario o all'ente titolare del credito.

Sarà quindi opportuno affidarsi al professionista di fiducia, che ben conosce la situazione del cliente di studio, chiedendo il suo supporto/affiancamento per la valutazione di debiti e crediti; ciò consentirà di assumere un ruolo importante, dietro adeguato compenso da concordare, per definire il patrimonio ereditario, anche in sinergia con il Notaio designato per la successione.

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