Dl bollette: cosa prevede per famiglie e imprese

Il decreto legge passato avanti in Senato lo scorso Giovedì, dispone l’azzeramento degli oneri di sistema elettrici e del gas per il secondo trimestre 2022, conferma il taglio dell’Iva sul gas. Viene quindi affidato ad Arera il compito di rendicontare l’utilizzo delle risorse destinate da Palazzo Chigi al taglio degli oneri generali delle bollette di luce e gas. Analisi che dovrà essere inviata ai ministeri della Transizione ecologica e dell’Economia e alle Commissioni parlamentari entro il 16 maggio. La nuova disciplina prevede rendicontazioni periodiche, distinguendo i comparti elettricità e gas, sulla base dell’emanazione di ulteriori provvedimenti di contenimento dei costi.

Il ministero della Transizione ecologica viene quindi chiamato a mettere in campo una strategia contro la povertà energetica, da sottoporre a consultazione pubblica. Il Gse potrà acquistare energia da fonte rinnovabile, attraverso contratti di almeno tre anni, per distribuirla a un prezzo fissato per decreto ministeriale in via prioritaria a grandi aziende, Pmi e clienti nelle isole maggiori.

Il Dl riconosce alle imprese a forte consumo di energia elettrica, che hanno subito un significativo incremento del relativo costo, un contributo straordinario sotto forma di credito di imposta pari al 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel secondo trimestre 2022. Il bonus è riconosciuto anche in relazione alla spesa per l’energia elettrica prodotta e auto-consumata dalle imprese energivore nel secondo trimestre 2022. Una misura analoga riguarda anche le imprese a forte consumo di gas naturale, cui va un contributo straordinario sotto forma di credito di imposta pari al 15% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas, consumato nel primo trimestre solare dell’anno 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici. Il decreto lancia inoltre un primo, sostanzioso, pacchetto di semplificazioni per l’installazione di impianti fotovoltaici. Le procedure autorizzative più snelle, o limitazioni di vincoli, riguardano, tra gli altri, il potenziamento degli impianti già installati, le superfici agricole e le aree urbane storiche. Il provvedimento risulta anche “veicolo” di una correzione al meccanismo della cessione dei crediti legati ai bonus edilizi. Un emendamento approvato alla Camera eleva da tre a quattro il numero delle cessioni. In particolare, banche e intermediari, ove abbiano esaurito le possibili cessioni, potranno effettuarne una ulteriore in favore di altri soggetti.

Fonte: Redazione TFDC

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