Decontribuzione Sud: ecco le istruzioni


L’Inps fornisce i primi chiarimenti sull’agevolazione contributiva per l’assunzione in aree svantaggiate.
Il cosiddetto Decreto Agosto, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia, ha introdotto, in favore dei datori di lavoro privati, un'agevolazione contributiva per favorire l'occupazione in aree svantaggiate. La misura consiste in un esonero dal versamento dei contributi pari al 30% dei complessivi contributi previdenziali dovuti dai medesimi, con esclusione dei premi e dei contributi Inail. L'agevolazione, ferma restando l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, è riconosciuta dal 1.10 al 31.12.2020, in riferimento ai rapporti di lavoro subordinato, con esclusione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico, laddove la sede di lavoro sia situata in una delle seguenti Regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.
È importante evidenziare come l'agevolazione di cui trattasi, nella misura del 30% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, non prevede un limite individuale dell'importo dell'esonero ed è riconosciuta a fronte di rapporti di lavoro instaurati e instaurandi. Inoltre lo sgravio, a differenza di altri, trova applicazione senza individuazione di un tetto massimo mensile.
La “decontribuzione Sud”, così come viene denominata la misura agevolativa, non è soggetta all'applicazione dei principi generali in materia di incentivi all'occupazione, ma viene richiesto che la concessione del beneficio sia subordinata al possesso del documento unico di regolarità contributiva (Durc), al rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché quelli regionali, territoriali o aziendale e si sia in una condizione di assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge. Configurandosi, il beneficio, quale misura selettiva di aiuto in quanto destinata ad una specifica platea di destinatari, l'efficacia delle disposizioni è subordinata all'autorizzazione della Comunità Europea e l'utilizzo sarà registrato nel Registro nazionale degli aiuti di Stato.
Anche i datori di lavoro con sede legale in Regione diversa da quelle sopra indicate potranno beneficiare dell'esonero qualora abbiano in corso rapporti di lavoro per prestazioni lavorative da svolgersi in una unità operativa ubicata nelle suddette Regioni. In questo caso i datori di lavoro dovranno inoltrare specifica richiesta all'istituto previdenziale il quale, dopo aver effettuato la verifica, mediante la consultazione delle comunicazioni obbligatorie inoltrate al Centro per l'Impiego, circa il luogo dello svolgimento della prestazione lavorativa. In tale contesto è opportuno evidenziare che l'Inps intende, per sede di lavoro, l'unità operativa presso cui sono denunciati in Uniemens i lavoratori. In ultimo, viene precisato che lo sgravio, introdotto dal D.L. 104/2020 convertito in L. 126/2020, risulta cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta.
Va da sé che non resta che auspicare altri interventi volti a ridurre il costo del lavoro, solo così le imprese potranno progettare con maggiore serenità il futuro.



IMPOSTE E TASSE

Torna il fondo perduto, 4 fasce di ristoro

27/10/2020


Il nuovo decreto atteso oggi (27.10.2020) in Consiglio dei Ministri e in Gazzetta Ufficiale: a gestire il sistema sarebbe l’Agenzia delle Entrate, con accredito in favore di chi ha già ottenuto la prima tranche (Decreto Rilancio), senza necessità di ulteriore domanda.