Credito da locazione solo per alcuni


Da ultimo il Decreto Ristori-bis ha esteso gli ulteriori 3 mesi del credito da locazione ai nuovi soggetti che hanno subito limitazioni/chiusure poiché con sede in zona rossa.
Il credito d'imposta locazioni, introdotto dall'art. 28 D.L. 34/2020 (senza considerare l'antesignano Credito negozi e botteghe del Decreto Cura Italia) ha subito numerose modifiche con i successivi “decreti Covid” in termini di percentuali da applicare e di mesi da considerare. Vediamo quindi, ad oggi, dopo gli ultimi decreti Ristori e Ristori-bis a che punto siamo.
Partendo dai primi mesi per i quali è stato introdotto si ricorda che spetta un credito d'imposta nella misura ordinaria del 60% (30% per contratti a prestazioni complesse o affitto d'azienda) per i canoni di locazione versati per i mesi di marzo, aprile, maggio, giugno (quest'ultimo mese autorizzato dalla Commissione Europea con la Decisione 28.10.2020, C(2020) 759, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Comunità europea il 13.11.2020). I beneficiari sono i locatari esercenti attività d'impresa o di lavoro autonomo, sul canone di locazione, leasing operativo, concessione di immobili a uso non abitativo destinati all'attività industriale, artigianale, agricola, di interesse turistico, o all'esercizio abituale e professionale di attività di lavoro autonomo.
Per le strutture turistico-ricettive, il credito d'imposta va da marzo (o da aprile per le stagionali) fino a dicembre e con l'incremento dell'aliquota al 50% per gli affitti d'azienda per le medesime.
Poi, da ultimo, sono stati introdotti 3 nuovi mesi, ma soltanto per i soggetti che hanno subito limitazioni introdotte dagli ultimi 2 DPCM al fine di contenere il virus.
Il Decreto Ristori, infatti, estende il credito con le consuete percentuali e le consuete condizioni di cui all'art. 28 D.L. 34/2020 ai mesi di ottobre, novembre, dicembre; tuttavia, per questi 3 mesi indipendentemente dal volume di ricavi/compensi registrato nel 2019 (mentre per i precedenti mesi il limite massimo era di 5 milioni), ma soltanto per i soggetti che operano in settori riportati nella tabella di cui all'Allegato 1 del Decreto Ristori, ossia per elencarne alcuni: alberghi, ristoranti, bar, piscine, palestre, ecc.
Il Decreto Ristori-bis va a integrare l'elenco dei beneficiari degli ulteriori 3 mesi anche ai soggetti di cui all'Allegato 2 del Ristori-bis, ossia le attività di commercio al dettaglio, le attività dei centri estetici in generale, di tatuaggi e piercing, le agenzie matrimoniali, i servizi di cura degli animali e le altre attività di servizi alla persona, nonché le attività di agenzie di viaggio e tour operator e tutti questi soggetti solo se hanno la sede operativa in una zona rossa.
La condizione per fruire di questi ultimi 3 mesi è comunque ancorata alla verifica del calo di fatturato di almeno il 50% nel mese di riferimento 2020 rispetto allo stesso mese del 2019, poiché il Decreto Ristori-bis richiama l'art. 8 del Decreto Ristori, il quale a sua volta dispone che si applichino, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'art. 28 D.L. 34/2020. Pertanto, eccezion fatta se il soggetto è di nuova costituzione (dal 1.01.2019 in poi) o se ha domicilio fiscale/sede operativa in un Comune in stato d'emergenza per calamità, la verifica della diminuzione di fatturato va effettuata mese per mese, potendo quindi beneficiare del bonus su alcuni mesi e per esempio non su altri.



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