Come vengono trattati e gestiti i dati dalla centrale rischi?

E’ utile anzitutto considerare che per norma di legge sia gli intermediari che la Banca d’Italia sono esonerati dall’obbligo di acquisire il consenso degli interessati per la comunicazione dei dati creditizi in capo alla clientela alla Centrale Rischi e per il loro trattamento. Anche il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR) non si sostituisce a tale normativa, per cui richiedere la cancellazione dei propri dati dalla Centrale Rischi appellandosi a tale norma sovranazionale non è possibile.

Per la Banca d’Italia in particolare, la centrale rischi, non può divulgare i dati relativi ai soggetti segnalati a chiunque ne faccia richiesta. Oltre agli intermediari (per ragioni legate alla concessione del credito e più in generale per il mantenimento della stabilità del sistema al fine di evitare un far-west finanziario) solo i soggetti segnalati hanno diritto ad accedere e quindi a conoscere i dati registrati a proprio nome (ed eventualmente contestarli qualora fossero non corretti); non è infatti assolutamente consentito a soggetti terzi (fatte alcune eccezioni quali ad esempio il liquidatore, i soci illimitatamente responsabili o di s.r.l., i membri del collegio sindacale, il tutore, l’amministratore di sostegno, l’erede) accedere alle suddette informazioni.

Le segnalazioni alla Centrale Rischi si concludono nel momento in cui il credito di riferimento viene estinto oppure nel caso scenda sotto la soglia dei 30.000 euro (fatto salvo che fa fede, come limite di segnalazione, sempre l’eventuale posizione debitoria cumulata presso un intermediario e non la singola operazione). In questi casi, tuttavia, i dati storici permarranno visibili per un periodo massimo di 24/36 mesi (rispettivamente se i dati riferiti a persona fisica o persona giuridica).

Come detto in precedenza la CR riporta sia informazioni positive che informazioni negative, quest’ultime possono essere di varia natura.

Sconfinamenti e crediti scaduti sono certamente segnalati e catalogati secondo logiche caratterizzanti diverse tipologie di anomalie andamentali ma rientrato anzitutto in uno schema segnaletico più ampio e non solo relativo a informazioni di tipo negativo. Il problema che si pone è se la cancellazione totale sia compatibile con il quadro normativo europeo che pretende dagli intermediari la verifica del merito del credito: la risposta è negativa, anche se esistono alcuni margini a favore del cliente debitore. In particolare, la segnalazione nella CR non è più dovuta a partire dalla rilevazione riferita al mese nel corso del quale il cliente estingue i propri debiti. Gli intermediari possono però accedere alle informazioni storiche sulla relazione di credito con riferimento alle ultime 24/36 rilevazioni. Mentre i dati riferiti a scadenze anteriori escono invece dal circuito informativo a disposizione degli intermediari.

L’unica casistica in cui è possibile richiedere la cancellazione o la correzione dei dati è causa un oggettivo errore nella segnalazione da parte degli intermediari. Per richiedere rettifica dei dati è necessario rivolgersi all’intermediario che ha trasmesso la segnalazione (e non direttamente alla Banca d’Italia), il quale, verificata la legittimità della richiesta, inoltrerà comunicazione di rettifica alla Centrale Rischi che provvederà a sua volta a trasmetterla a tutti gli intermediari interessati. Nella seconda e prossima parte vedremo quali dati vengono segnalati e in che modo vengono valutati dagli intermediari bancari/finanziari.

Fonte: Acris

Per avere informazioni e aggiornamenti tramite la nostra Newsletter, registrati qui

Se sei interessato in merito ad eventi e novità fiscali che riguardano il nostro CAF seguici su Linkedin e Facebook!

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*