Bonus edilizi, controlli antifrode


Il D.L. 157/2021 ha rivoluzionato il sistema di monitoraggio sugli interventi edilizi allo scopo di calmierare un mercato che pare impazzito e di frenare evidenti fenomeni di sovrafatturazione a danno dello Stato.
Le agevolazioni per l'edilizia in Italia sono estremamente generose. Indubbiamente esse assicurano un robusto sostegno al PIL e garantiscono il miglioramento del tessuto urbanistico delle nostre città. Peccato che alcune misure siano state scritte con un po' di ingenuità: ne sono prova le dichiarazioni dell'Agenzia delle Entrate, che stimano la sovrafatturazione in almeno 800 milioni di euro, e il conseguente rincaro dei prezzi con percentuali a 3 cifre. Il danno per l'Erario e per il buon funzionamento del mercato è evidente.
Alcune di queste agevolazioni, come il bonus facciate 90%, giungono peraltro a termine nel 2021. L'impegno è alla proroga ma, per contraltare, con il D.L. 11.11.2021, n. 157, il Governo ha riscritto la disciplina dei controlli, che è poi entrata in vigore dalla data di pubblicazione in Gazzetta.
Anche per il 110% sono stati rafforzati i controlli. Le asseverazioni sono adesso richieste anche in caso di utilizzo delle detrazioni in dichiarazione, senza cessione o sconto, salvo in caso di dichiarazione presentata direttamente o tramite sostituto.

Per le agevolazioni cosiddette minori si prevede ai fini della cessione del credito o dello sconto in fattura la stessa disciplina del visto di conformità e dell'asseverazione tecnica di cui all'art. 119, c. 13, lett. a) D.L. 34/2020, cioè il rispetto dei requisiti previsti dai decreti di cui all'art. 14, c. 3-ter D.L. 4.06.2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla L. 3.08.2013, n. 90 (Decreto requisiti), e la corrispondente verifica sulla congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.
L'art. 119, c. 13-bis, ora richiamato dall'art. 121 per tutte le cessioni di crediti e sconti in fattura, specifica che l'asseverazione è rilasciata al termine dei lavori o per ogni stato di avanzamento dei lavori sulla base delle condizioni e nei limiti di cui all'art. 121.
In sostanza, la disciplina del 110% in materia di controlli si estende al bonus facciate e agli altri interventi minori. Effettuando tali interventi, non sarà più possibile cedere i crediti o scontare le fatture senza l'acquisizione delle asseverazioni attestanti la congruità dei prezzi sui lavori effettuati. Il decreto complica, pertanto, i piani finanziari fin qui elaborati perché pare da interpretare nel senso che occorre prima effettuare i lavori e poi cedere i crediti o scontare le fatture. Un rompicapo per chi non ha ancora ultimato i lavori sulle facciate e si accingeva a pagare anticipatamente il saldo lavori per bloccare l'agevolazione del 90% in scadenza a fine anno. Inoltre, la congruità sui prezzi, sulla quale prima si discuteva in via interpretativa, è adesso richiesta per legge.

Ma non basta. L'Agenzia delle Entrate ottiene il potere di sospendere per un massimo di 30 giorni la cessione dei crediti, e poi eventualmente bloccarla, al fine di espletare controlli preventivi di coerenza.
Inoltre, tutti i soggetti coinvolti, compresi probabilmente i professionisti, sono tenuti ad effettuare i controlli antiriciclaggio.
La manovra a tenaglia dovrebbe avere anche l'effetto di calmierare i prezzi, cresciuti in maniera spesso irragionevole. A breve si vedrà se le misure hanno funzionato.

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