Bonus carburante dipendenti

Tra le misure previste dal decreto Ucraina c’è anche il cosiddetto “bonus carburante dipendenti”. Non si tratta, tuttavia, di un’agevolazione statale riconosciuta a tutti i lavoratori, bensì di una possibilità che le aziende potranno riconoscere ai propri dipendenti, i quali beneficeranno delle esenzioni in materia di IRPEF previste dall’articolo 51, comma 3 del TUIR.

Vediamo nel seguente articolo tutti i dettagli della misura.

Come definito dal decreto Ucraina, possono beneficiare dei buoni benzina 2022 i lavoratori dipendenti, quindi tutti i lavoratori subordinati (compresi somministrati e apprendisti).

Ricordiamo che il bonus benzina riconosciuto dalle aziende ai lavoratori dipendenti avrà un limite autonomo ai fini della non concorrenza alla determinazione del reddito imponibile ai fini IRPEF. Il valore massimo di 200 euro si affianca alla somma prevista in via ordinaria, pari a 258,23 euro, per i beni e servizi esenti ai fini delle imposte sui redditi.

Per quanto riguarda le modalità di erogazione del bonus, è ipotizzabile che le aziende si coordinino con i sindacati tramite accordi che le regoleranno. In alternativa, le imprese potrebbero decidere di concedere il beneficio unilateralmente.

Secondo quanto disposto dal decreto Ucraina, che fa riferimento ad aziende private in luogo di datore di lavoro, e dall’articolo 51 del TUIR, restano esclusi dalla misura i datori di lavoro non considerati dalla legge aziende, ossia:

  • i datori del settore pubblico non economico;
  • i lavoratori autonomi;
  • Gli studi associati;
  • le cooperative e i consorzi.

Permangono ancora dubbi, invece, su coloro che non sono formalmente lavoratori dipendenti ma quasi sempre assimilati a tale categoria, ovvero:

  • i collaboratori coordinati e continuativi;
  • gli amministratori non iscritti ad albi professionali.

Fonte: Redazione TFDC

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