Attenzione al massimale contributivo Inps


La mancata o l’errata applicazione del massimale sono errori frequenti. La contribuzione versata in eccesso non avrà alcun impatto sulla pensione del lavoratore o il lavoratore potrebbe essere penalizzato per mancanti versamenti pensionistici.
La L. 335/1995 “Riforma Dini”, che segna il passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo, ha introdotto l'applicazione del massimale; il massimale contributivo identifica l'importo della retribuzione lorda oltre cui non è più dovuta la contribuzione previdenziale. Il massimale contributivo per l'anno 2020 è pari a 103.055 euro (circolare Inps 9/2020).
Il massimale contributivo deve essere applicato ai:
– lavoratori iscritti alla Gestione Separata Inps, che nasce proprio con la Riforma Dini nel 1995;
– lavoratori privi di anzianità contributiva al 1.01.1996, cioè lavoratori che non hanno versato contributi alle gestioni previdenziali obbligatorie (dipendenti, artigiani, commercianti, ma anche autonomi) prima del 1.01.1996;
– lavoratori con anzianità contributiva al 1.01.1996, ma che hanno esercitato l'opzione per il sistema contributivo. Per l'esercizio dell'opzione i lavoratori devono aver maturato 18 anni di contribuzione alla data del 31.12.1995 o vantare almeno 15 anni di contribuzione di cui almeno 5 successivi al 31.12.1995. La Legge Fornero distingue ulteriori casi nel caso di opzione esercitata entro il 31.12.2011 o dal 1.01.2012 (messaggio Inps 219/2013).
La gestione lavoratori subordinati e la Gestione Separata sono gestioni autonome e indipendenti; pertanto, il massimale contributivo si ritiene debba essere calcolato considerando separatamente le 2 gestioni.
In fase di assunzione, i datori di lavoro devono chiedere ai lavoratori dipendenti se sono soggetti a massimale, in modo da adempiere correttamente agli obblighi contributivi.
La circolare Inps 42/2009 precisa che i lavoratori assunti successivamente al 31.12.1995 che acquisiscono anzianità contributiva pregressa al 1.01.1996 (per esempio a seguito di riscatto laurea o servizio militare) non sono più soggetti all'applicazione del massimale a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda di riscatto o di accredito figurativo. Pertanto, a decorrere dalla predetta data, la contribuzione deve essere calcolata sull'intera retribuzione di riferimento, senza applicazione del massimale contributivo.
Nel caso di reiezione della domanda, il lavoratore torna ad essere soggetto all'applicazione del massimale; per i mesi di applicazione del massimale pregressi, occorre procedere alla richiesta di rimborso.
Il calcolo del massimale contributivo deve essere operato su base annua, non può essere rapportato a mese neanche se la prestazione lavorativa si riferisce a periodi inferiori all'anno.
Nel caso di rapporti di lavoro iniziati in corso d'anno, il datore di lavoro deve chiedere al lavoratore la presenza di eventuali altre retribuzioni percepite nell'anno da considerare ai fini dell'applicazione del massimale contributivo.
Per esempio, un lavoratore assunto dal 1.09.2020, soggetto a massimale, che ha percepito da altro datore di lavoro dal 1.01.2020 al 31.08.2020 retribuzioni lorde per 85.000 euro, deve informare il nuovo datore di lavoro che le retribuzioni percepite dovranno essere assoggettate a contribuzione solo fino all'importo pari a 18.055 euro. Oppure, un lavoratore assunto a far data dal 1.09.2020, sempre soggetto a massimale, che ha già percepito nell'anno 120.000 euro deve avvisare il nuovo datore di lavoro di non assoggettare alcuna retribuzione a contribuzione previdenziale, in quanto già raggiunto il massimale annuo.
Anche in presenza di più rapporti di lavoro part-time, il massimale contributivo deve essere calcolato considerando entrambe le retribuzioni percepite.



LAVORO

Co.co.co., un futuro poco roseo

13/11/2020


Contratti conclusi sempre meno, stante le infinite sfumature che li distinguono dai rapporti di lavoro subordinato e i connessi rischi di contenzioso e di sanzionabilità. La lettura della circolare INL n. 7/2020 non incoraggia di certo a invertire la tendenza.



IMPOSTE E TASSE

Sistema Tessera Sanitaria da annuale a mensile

16/11/2020


Complicazioni per tutti, tranne i soggetti obbligati all’invio dei dati al Sistema di interscambio (SdI) come le farmacie e parafarmacie, che adempiono all’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi inviando i dati al sistema TS tramite registratore telematico.



IMPOSTE E TASSE

Acconti Irpef, Ires e Irap in scadenza il 30.11.2020

25/11/2020


Decreto Ristori-quater atteso entro dopodomani, venerdì 27.11.2020: si lavora per una sospensione generale che anticiperebbe l’appuntamento con il Fisco di lunedì 30 (€ 1,7 miliardi di versamenti). Le ipotesi per le scadenze di dicembre (€ 3,1 miliardi).



IMPOSTE E TASSE

Rinvio delle imposte di novembre e dicembre

20/11/2020


La misura allo studio nel nuovo Decreto Ristori-quater dovrebbe essere applicabile in tutta Italia e prende come parametro il volume delle perdite. Per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi verso un nuovo termine al 31.12.2020.