Assegno unico: spetta anche ai titolari di partita Iva

Nella Legge di Bilancio per il 2021 viene incrementato di 3 miliardi per il 2021 e di 5,5 miliardi dal 2022.
Il 30 Marzo ha avuto il passaggio formale al Senato, la novità dell’assegno unico che avrà il via libera definitivo il 1 Luglio 2021, questa misura fa parte della riforma del Family Act a sostegno delle famiglie con i figli a carico.

Come funziona l’assegno unico, e quali sono gli importi e i beneficiari?

L’assegno unico sarà per tutte le famiglie, anche per chi ha partita Iva, che hanno un figlio a carico fiscalmente fino a 21 anni. Le famiglie avranno diritto ad un assegno economico da calcolare in base all’età del figlio e al valore dell’ISEE del nucleo familiare. La cifra spettabile dell’assegno mensile non è ancora nota, ma si parla di somme da 80 a 250 euro mensili.
L’assegno mensile verrà riconosciuto per ciascun figlio minorenne a carico, dal 7° mese di gravidanza e fino all’età di 21 anni. L’importo è maggiorato per i figli successivi al secondo.
In merito al pagamento dell’assegno unico, è prevista la possibilità di erogazione direttamente al figlio maggiorenne, su sua richiesta, per favorirne l’autonomia.

Quali sono i parametri per determinate l’importo?

  • un assegno universale di importo minimo, riconosciuto a tutte le famiglie con figli fino a 18 anni (elevabile fino a 21 anni);
  • variazione in aumento determinata in base agli scaglioni dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE);
  • in caso di figlia o figlio successivo al secondo, l’importo dell’assegno universale è maggiorato del venti per cento;
  •  maggiorazione rispetto all’importo ordinario in un range dal 30 al 50 per cento in caso di figli con disabilità. In tal caso, l’assegno verrebbe riconosciuto anche dopo i 21 anni, se il figlio permane nel nucleo familiare;
  • l’importo dell’assegno tiene conto dell’età dei figli a carico;
  • è riconosciuta una integrazione compensativa dell’importo dell’assegno diretta ad assicurare che lo stesso non risulti in ogni caso inferiore al trattamento complessivo in quello in godimento al nucleo familiare.

I dettagli operativi sul funzionamento dell’assegno unico arriveranno quindi soltanto dopo l’emanazione dei decreti attuativi.
Il testo del disegno di legge stabilisce che ne potranno accedere anche i percettori del reddito di cittadinanza, congiuntamente e con le stesse modalità di erogazione.
Nella determinazione dell’importo del reddito di cittadinanza verrà tenuto in considerazione anche l’importo dell’assegno unico riconosciuto ai componenti di minore età presenti nel nucleo familiare.
L’assegno unico sarà inoltre ripartito in pari misura tra i genitori. In caso di separazione, annullamento, cessazione o scioglimento del matrimonio, sarà riconosciuto al genitore affidatario o ad ambedue in caso di affidamento congiunto.

 

Fonte: Redazione CAF TFDC

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